Sabato della V settimana di Quaresima

In Traditione Symboli

Hai promulgato, o Dio,

i tuoi precetti da custodire fedelmente

che la mia vita si compia osservando la tua volontà.

È dolce il tuo giogo, o umile Signore,

il tuo carico è lieve, o mite Salvatore.

 

Lettura del vangelo secondo San Matteo             cap. 11 versetti 25-30

25 In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27 Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. 28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero“.

Sorelle e fratelli carissimi,

ci siamo!

Vi siete accorti che siamo arrivati alle pendici del Monte? Ma di quale Monte stai parlando? Beh, alle pendici di Gerusalemme!

Ormai siamo giunti alla Settimana Santa o meglio Autentica (come fin dall’antichità la definisce il Rito Ambrosiano)

Forse non ce ne siamo accorti, ma anche Questa Quaresima di vera Passione è giunta al termine!

Oggi Sabato della V settimana di Quaresima c’è una svolta: la strada prende una direzione precisa!

Questo Sabato si chiama In Traditione Symboli

Cosa significa?

Fin dai primi secoli della Chiesa le persone che decidevano di diventare cristiani

Dovevano compiere un lungo periodo (tre anni circa) di preparazione (CATECUMENATO – anche oggi è così sia per i bambini che per gli adulti).

Al termine di questo cammino i Catecumeni adulti, nel Sabato che precedeva la Pasqua ricevevano una piccola pergamena sulla quale era riportato il Symbolum – parola che deriva dal verbo συμβάλλω = «tenere insieme, far coincidere» – infatti il Simbolo della fede cristiana cattolica è il Credo, che tiene insieme, sintetizza i contenuti (dogmi) fondamentali della fede cattolica.

Il Catecumeno doveva imparare a memoria in quella settimana il Symbolum-Credo per poterlo proclamare nella Notte del Sabato Santo (La Grande Veglia Pasquale di Risurrezione) e ricevere così i Sacramenti (Battesimo-Cresima-Eucarestia).

Subito dopo averlo imparato doveva bruciare la piccola pergamena sul quale era scritto, perché non giungesse nelle mani sbagliate (quelle dei pagani che disprezzano la fede cristiana) un “tesoro così prezioso, una perla di così grande valore” – obbedendo all’esortazione del Signore Gesù Cristo: Matteo 7, 6 «6Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.»

Anche il brano del Vangelo di oggi, carissimi, ci aiuta a cogliere la preziosità assoluta del dono della fede, del dono inestimabile del legame con il Signore. Un dono che va cercato e accolto con animo semplice: un’animo e un cuore da piccoli, da bambini ricordate!

Ecco perché, rivolto al Padre, Gesù esclama dal profondo del cuore: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli… così hai deciso nella tua benevolenza.»

Chi si ritiene dotto e sapiente, cioè chi presume orgogliosamente di sapere già tutto della vita e di essere in tutto attrezzato per affrontarla adeguatamente. Chi pensa di non aver bisogno di nessun Altro (scioccamente dimenticando che quand’era bambino aveva bisogno eccome di mamma e papà, della loro rassicurante e amorevole presenza! Così come ognuno ha bisogno della Presenza Amorevole di Dio!), non vorrà né cercare né accogliere la Rivelazione dei Tesori del Regno di Dio: «…nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.»

Cioè non potrà accogliere né Gesù, né il Padre perché non permette allo Spirito Santo in entrare nella sua mente, nel suo cuore…nella sua vita!

Chi invece sa di essereanche se molto colto, o ricco o con ruoli di grande prestigio e responsabilitàpiccolo, fragile, insufficiente a se stesso: in poche parole un uomo, una persona, sarà capace di affidarsi, di chiedere, di accogliere specialmente nel momento in cui vive il peso della fatica, del dolore e della paura!

«…Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro

Queste ultime parole di Gesù rinfrancano e ristorano già al loro ascolto!

Per viverle davvero, però, bisogna avere un po’ di coraggio (cor – àgere = agire del cuore).

Bisogna fare come Lui: «…Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita…»

Proprio Lui, che è il Signore del Cielo e della Terra, il fondatore di tutto l’Universo, è mite e umile di cuore – ci carica tutti su di sé, si prende tutto il peccato, il male degli uomini e del mondo di ogni tempo e – sulla Croce – lo trasforma con l’amore e l’umiltà del suo cuore in un atto di Salvezza, di Libertà, di Vita Nuova!

Così anche ognuno di noi può prendere il peso della vita di ogni giorno, e unito a Gesù Signore con l’umiltà e la potenza del Suo Amore, farlo diventare Croce, cioè non un macigno che schiaccia, ma un “…giogo dolce…un peso leggero…” che libera!

Così sia per noi tutti!

 

PREGHIAMO INSIEME CON LE PAROLE DELLA LITURGIA

Dio, custodisci e santifica il tuo popolo.

Signore, siamo divisi: rendici uniti!

Libera chi è schiavo dei tuoi nemici

perché tutti sappiano che sei il nostro Dio.

 

Tu che conosci i segreti dei cuori

lavami nel tuo sangue dalla colpa.

Signore, dammi tempo di pentirmi e di invocare:

«Ho peccato, perdonami».

 

Piegàti dalla fatica, veniamo a te, Signore:

ristora il tuo popolo.

Da’ la tua vita alle anime nostre

perché diventiamo tuoi figli.

 

Vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore!

Vostro in G. M. G.

Don Stefano