LUNEDÌ DELLA IV SETTIMANA DI PASQUA

04 Maggio 2020

Lettura del Vangelo secondo San Giovanni… cap. 6 versetti 44-51

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

Carissimi sorelle e fratelli,

Pane Vivo, Padre nostro = Vita Nuova!!!

Continuiamo l’ascolto, la lettura e la preghiera sul capitolo sesto di San Giovanni, che è tutto centrato sull’Eucaristia.

“…Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre…”

Gesù è vero Figlio se parla del Padre!

Nel cuore di ogni uomo c’è l’attrazione al Figlio, esercitata dal Padre!

Cosa significa?

Perché noi siamo credenti in Gesù Figlio di Dio?

Non perché qualcuno ci abbia persuasi con argomenti particolari.

Per un fatto molto semplice: tutti noi siamo figli, nessuno s’è fatto da sé!

È la struttura fondamentale dell’uomo: essere figlia/o!

Il figlio è attratto al Padre perché sente innata dentro un’aspirazione: quella di essere amato incondizionatamente da Lui.

Questo desiderio è inscritto nel cuore di ogni uomo, ed è l’amore del Padre che ti fa figlio e ti attira al Figlio, ti fa essere figlio.

Ed è da questa attrazione interiore alla verità che si capisce la fede cristiana in Gesù Figlio di Dio, nell’amore del Padre.

Senza questa esperienza la vita è inautentica: possedere, distruggere e dare morte.

Il contrario di una vita Eucaristica: una vita che non prende, non benedice, non condivide.

Quindi è questione di vita o di morte seguire questa attrazione interna del Padre.

E tutti saranno istruiti da Dio.

Il cuore di ogni uomo ha un desiderio di amore assoluto: è questo un “istinto” da istruire, educare e guidare perché si compia nella verità.

Il maestro interiore è lo Spirito Santo che insegna a diventare figlia/o di Dio.

Oppure può essere istruito dalla Parola di Verità del Vangelo, quando è veicolata e trasmessa da testimoni autentici e credibili: la cui vita rifletta il Volto del Figlio e quindi quello del Padre.

L’Eucaristia è proprio la realizzazione di questa attrazione interiore verso il Figlio che ci fa pienamente figli e ci fa vivere ora la vita eterna.

E questo Padre che nessuno ha mai visto dove lo vediamo?

Lo vediamo nel Figlio che mi ama come fratello, è lui che mi testimonia la paternità di Dio!

Gesù afferma qui due volte: Io-sono il pane della vita.

Io-Sono ormai sappiamo che richiama il Nome di Dio liberatore dell’Esodo, questo Pane è la liberazione dell’uomo dalla schiavitù e poi è pane.

Cosa fa il pane?

Il pane comunica la vita, fa vivere, mantiene la vita.

Se la vita ci viene prima dal cordone ombelicale e poi dal latte, in seguito viene dal masticare.

Il cibo ci alimenta, ci mantiene la vita, Gesù afferma di essere il Pane della vita, che nutre e che mantiene la vita.

E il pane va mangiato.

Ecco questo discorso poteva essere comprensibile anche agli ascoltatori ebrei di Gesù:

Io sono non come la manna che mangiarono i padri e morirono, la manna è venuta allora e non viene più; fu per i padri, non per voi; non garantì la vita, perché morirono.

Gesù dice che la manna era un segno anticipatore del vero cibo che è Lui, che scende ora dal cielo, questo pane c’è ora ed è Gesù. E chi lo mangia vive in eterno.

Questo è il tema fondamentale dell’Eucaristia: chi mangia il pane che il Signore ci dà che è lui stesso, non muore in eterno, vuol dire che ha la vita eterna.

E cos’è questo pane?    “…Il pane che vi darò…”

È un preannuncio della Passione!

Ma Gesù cosa ha fatto nell’ultima cena?

Prese il pane e disse: “Questo è il mio corpo dato per voi.”

Giovanni lo dice con altre parole: invece di dire “mio corpo”, dice: “la mia carne”.

Preferisce la parola “carne” fin dal prologo (primo capitolo); “carne” indica l’uomo nella sua fragilità e debolezza, perché è proprio la debolezza di Dio che ci salva, di Dio che assume la nostra condizione.

“Io darò”: perché non è ancora avvenuto, manca ancora del tempo prima dell’ultima cena, sarà sulla Croce che lo dona.

Poi, invece di dire “per voi”, dice “per la vita del mondo”: non solo per voi che siete qui presenti, ma per tutto il mondo che voi qui rappresentate.

Per …la vita del mondo! Perché tu viva!

Cioè il Pane che Gesù ci dà è perché noi viviamo; il Suo Corpo che ci dà è perché noi viviamo del suo Corpo.

Cosa vuol dire questo?

Gesù è il Figlio eterno che per primo ha vissuto la pienezza di essere di Figlio del Padre nella carne umana, nella natura umana che ha assunto e vissuto come di fratello di tutti.

Sulla Croce la realizza pienamente: tutto è compiuto; è compiuta la sua realtà di Figlio, perché?

Perché si dona totalmente ai fratelli e ritornato al Padre continua a lasciarci questo Dono totale di sé nell’Eucarestia!

Allora l’umanità del Figlio di Dio, che ha nome Gesù, è proprio la visibilità concreta di Dio.

Come vive il figlio di Dio?

Vive amando il Padre nei fratelli!

Gesù ci vuol comunicare la sua essenza di Figlio, che è la nostra essenza di figli.

Ed è il senso di tutta la sua vita che celebriamo nell’Eucaristia!

Vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore!

Vostro in G. M. G. Don Stefano