«…Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: “Padre […] Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”». (Giovanni 17, 3).

Conoscere è amare e amare diventa conoscere: forse si può sintetizzare così l’affermazione di Gesù, nel Vangelo proposto alla nostra fede in questa Domenica, riflessa nel celebre motto agostiniano, che vi lancio come suggestione da approfondire.

«…che conoscano te (Padre)…», dice Gesù! Sì, l’azione del conoscere biblicamente è inscindibile da quella di amare – se mai amare possa ridursi ad una azione: «Dio è amore» (1Gv).

Conoscere nella Scrittura – nell’Antico e ancor più chiaramente nel Nuovo Testamento – esprime il compiersi di una relazione così profonda con un’altra persona, da connotare il rapporto intimo tra marito e moglie, simbolo e archetipo di ogni relazione autenticamente umana.

Così anche conoscere Dio – «…l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo…» è frutto di una relazione così profonda e assidua con il Signore, che non può affatto ridursi alla semplice comprensione intellettuale, ma che conduce e produce una comunione sempre più intensa tra i due: una comunione di sentimenti, di volontà, delle scelte concrete e quotidiane.

Una Comunione che è amore vero perché è anzitutto libero, gratuito e immeritato dono dell’infinita bontà della Santissima Trinità: l’unico vero Dio!

Il Signore vi benedica!

Don Stefano