Venerdì Santo – 10 aprile 2020

 Celebriamo la Passione del Signore nelle nostre case :

In Rito Ambrosiano (Diocesi di Milano):

  • Ore 14.45 sul Canale YouTube Oratorio Opera dalla chiesa Parrocchiale Pietro e Paolo in Opera.
  • Ore 15.00 dal Duomo di Milano Celebrazione della Passione del Signore presieduta dell’Arcivescovo: diretta su Telenova (canale 14 del digitale terrestre), Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), Radio Marconi, www.chiesadimilano.it e canale YouTube chiesadimilano.it.

Se volete scaricare e/o stampare il libretto liturgico per seguire le celebrazioni: https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/2020/04/Il-sussidio-liturgico-per-le-celebrazioni-del-Triduo-pasquale.pdf

 In Rito Romano:

  • Ore 18.00 dalla Basilica di S. Pietro in Roma Celebrazione della Passione del Signore presieduta dal Papa: diretta su TV 2000 (canale 28 digitale terrestre, 18 di tivùsat, 157 di Sky)
  • Ore 21.00 Via Crucis dalla Basilica di S. Pietro in Roma su TV 2000 (canale 28 digitale terrestre, 18 di tivùsat, 157 di Sky)

 Carissimi sorelle e fratelli,

è il tempo della verità!

è il giorno della terribile

Passione e Morte del Signore Gesù!

Noi, è vero, abitualmente parliamo di Gesù come uomo, come Dio che si è fatto uomo, come verbo incarnato! 

Ma queste rischiano di diventare formule astratte se non facciamo mente locale, se non pensiamo veramente a Gesù come a un uomo. 

Con tutto ciò che comporta: sul piano psichico, fisico, morale e spirituale dell’essere veramente uomo.

 Signore Gesù, sei Tu che me lo chiedi con le parole del Libro delle Lamentazioni (1,12) “…Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore…”

E allora oggi, e dovrei farlo ogni giorno con più intensità, Signore mio e Dio mio, vero uomo e per questo l’Unico vero Dio!

Voglio essere con Te nella Tua Passione e ripercorrerla, meditarla, contemplarla, commuovermi, adorarla fino alle lacrime!

E so che non basterebbe ancora!

Mai basterebbe per un Amore e un Dolore così grande!

Ma voglio provarci!

Non formalmente, ma realmente con tutti i dati:

dei Vangeli e della scienza medica.

Mi può fare orrore!

Ma sei Tu che me lo chiedi!

“…considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore…”

“…imparate da me, che sono mite e umile di cuore…” Mt 11

“Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. 21A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: 22 egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; 23insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.” (1 Pietro 2, 20-23)

Perché, Signore, sai che mi farà bene!

Per piangere i miei peccati!

Riconoscere quanto sono costati!

Per sapermi e sentirmi lavato e salvato nel Tuo Sangue versato per Amore!

Perché il mio cuore possa almeno un pochino di più somigliare al Tuo!

 

Ripartiamo allora dal Cenacolo.

Gesù tu sai già tutto!

Sai del tradimento! E del rinnegamento!

Sai tutto ciò che dovrai vivere,

in ogni particolare anche il più raccapricciante!

La tua percezione è totale!

Sei a tavola, con i tuoi, in una Cena che avrebbe dovuto celebrare la Pasqua

(la memoria festosa di Israele della sua liberazione da parte di Dio!)

Ma tu, o Signore, sei nell’angoscia!

I medici, analizzando ciò che esprimono i testi evangelici della Tua Passione, rileverebbero l’aumento del tuo battito cardiaco e della pressione sanguigna, la maggiore fluidità del sangue nella circolazione, la continua produzione di saliva.

Devi mantenerti lucido…ma il Tuo corpo manda molteplici segnali di allarme!

Quella Passione che hai annunciato più volte ai tuoi Apostoli,

e che ora hai anticipi nella mensa fraterna della Nuova Pasqua,

spezzando e offrendo il Tuo Corpo donato e versando il Tuo Sangue,

sta brutalmente per compiersi!

La lotta del Getsemani si avvicina!

Ma Tu vuoi affrontarla!

Vuoi viverla per obbedire volontariamente al Padre!

Lo vuoi per la mia salvezza! …Per tutti!

San Luca, che è medico, racconta che nel Getsemani Tu prostrato mentre supplichi il Padre sudi Sangue!

Luca 22, 41-44 «cadde in ginocchio e pregava dicendo:42“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”.43Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo.44Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra.»

Che un uomo in quelle condizioni psicologiche possa avere un aumento della sudorazione è più che comprensibile! Ma il Sangue!!??

Questo fenomeno ha un nome, ematoidrosi: di fronte a una grande paura, le ghiandole sudoripare si dilatano, e contemporaneamente c’è la vasodilatazione dei capillari sottocutanei collegati alle ghiandole! Le ghiandole sudoripare dilatate comprimono i capillari e questi si rompono! Il sangue dei capillari rotti si mescola al sudore e la miscela sale in superficie! Una volta usciti, sangue e sudore si separano: le gocce d’acqua trascinano i grumi rossi che cadono a terra!

Signore Gesù, in te si manifesta questo raro fenomeno dell’uomo terrorizzato!

Ma nessun altro Uomo ha su di sé il peso che hai Tu, o mio Signore!

Tu hai voluto caricare su te stesso l’incalcolabile e schiantante macigno del dolore, della sofferenza di ogni uomo!

Il peso del mio peccato, di quello di ogni persona…

….e di tutte insieme allo stesso tempo!

Dalla fronte, nella mente nel cuore: Sangue grondante!!!

I tuoi, anche se presenti a pochi passi, ti hanno già abbandonato!

Pur sapendo che qualcuno ti tradirà…

pur sapendo che qualcun altro ti rinnegherà, dormono!

Indifferenti!

Tutto aumenta la tua angoscia!

Ma Tu, Signore, hai ancora la forza di abbandonarti totalmente al Padre!

È Lui soltanto, la tua vera sicurezza!

Però…non c’è sosta al Tuo dolore, incalza sempre più!

Si avvicina il momento del tradimento di Giuda e del tuo arresto!

È sera! È buio! Sono le tenebre più profonde: fuori e dentro!!!

Ecco arrivare un plotone di uomini armati!

Hanno spade e bastoni! Sono guardie del sinedrio,

ma ci sono anche guardie del tempio di Gerusalemme e soldati romani!

Una forza armata che incute ancora più spavento!

Ma Tu, in questo terrore infernale, rimani calmo!

Sei lucido nelle tue parole e nei tuoi atteggiamenti pieni di grandissima dignità!

Tanto che rimproveri Pietro per aver sfoderato la spada e ferito il servo del sommo sacerdote, e con lui tutti i violenti d’ogni tempo!

Ma i tuoi fuggono!

Stavolta sei completamente solo!

In balia dei tuoi aguzzini!

Non puoi sfuggire all’arresto che tante altre volte avevano già tentato!

È la Tua Ora!

Si può solo immaginare il Tuo sconvolgimento interiore!

Incatenato, ti strattonano violentemente, ti trascinano!

Dal sinedrio al pretorio e poi fino al palazzo di Erode!

Tutti vilmente ti insultano e ti deridono!

Ti sputano, ti prendono a schiaffi e calci!

E poi ti bendano e ti bastonano!

Sei ormai una maschera di dolore, o mio Signore!

Ti hanno rotto il setto nasale, gonfiato le labbra e gli zigomi!

E tu, Gesù mio, silenzioso, dolorante… inerme!

Purtroppo… lo sai!

Siamo solo all’inizio!

Ponzio Pilato, pensando di sottrarti alla morte di Croce ferocemente invocata dai sacerdoti, dai farisei e dalla aizzata folla sbraitante contro di Te, ti fa flagellare!

Ma la violenza di questo supplizio disumano è tale da rimanere sbalorditi!

Come fai, Gesù, a resistere???

A non morire lì, accasciato su quella colonna infame?

“La violenza della flagellazione dei romani dipendeva dalla forza dell’esecutore e quindi dalla durezza con cui erano inferti i colpi. Poteva giungere a mettere a nudo e lesionare anche i muscoli! Il flagellum, con cui viene eseguita, è una frusta con strisce di cuoio sulle quali sono inserite sfere di ferro armate di punte e frammenti taglienti di ossa di pecora.  È un’arma micidiale! Pensata per creare ferite profonde fin dai primi colpi.”

Si sono letteralmente compiute su di Te, o mio Signore, le parole del Salmo 128: “Hanno reso il mio dorso come un campo arato; vi hanno segnato lunghi solchi”

Legato alla colonna, Gesù ti pieghi:

i colpi ti raggiungono ovunque, anche sul torace!

Sanguini dappertutto!

La tua pelle, già provata, subisce centinaia di ferite lacero-contuse!

Le lesioni raggiungono i vasi sanguigni e fibre nervose!

Il sangue esce copioso!

Il dolore è simile a quello di una forte bruciatura!

A questo si aggiunge il trauma ai muscoli, ai tendini, alle vertebre!

Le contratture in reazione al dolore!

Tutti gridano e ti deridono!!! Perché???

La perdita di sangue ti ha reso così debole!!!

E ora…???

“Ognuno – dice il medico Partipilo – provi a pungersi il cuoio capelluto con un semplice spillo. Per la quantità di fibre nervose, è una delle parti del corpo più sensibili agli stimoli: serve a proteggere la testa. È anche ricco di vasi sanguigni, specie sulla fronte! Pensiamo all’effetto di un casco di spine! Il dolore è tremendo, il sangue scende a fiotti e finisce negli occhi!”

Sulle tue spalle viene posto il patibulum: il pesante palo orizzontale della croce!

Ogni volta tenti di alzare la testa il casco di spine,

spinto contro il legno, ti preme ancora di più!

Così come premono dentro la tua mente

e il tuo Cuore i peccati e il dolore del mondo!

Debilitato, in preda a traumi ed emorragie,

disidratato, distrutto dalla fatica… Gesù sali verso il Golgota!

Quando cadi, ti schianti rovinosamente a terra!

Non puoi appoggiare le mani!

Tutto il peso su di te, ti schiaccia a terra, sulle pietre appuntite!

Il tuo naso… i tuoi denti spaccati!

La polvere si mescola al sangue nelle tue ferite aperte!

Solo dopo, un uomo di Cirene, viene costretto ad aiutarti

… perché la tua condanna è …la Croce!

Devi essere spogliato di tutto!

…Anche della dignità di uomo…Crocifisso Nudo!

Ti solleva, Simone,  e ti abbraccia… ti sostiene e ti accompagna

…sì, ma al luogo della Crocifissione!

La tua tunica, ormai incollata alle piaghe,

viene strappata via!

Ancora dolori e scorrimento di sangue!

Steso sul dorso martoriato, a contatto con la terra e i sassi,

Vieni inchiodato!

“L’uomo condannato a crocifissione è inchiodato al patibulum. I chiodi romani sono infissi al centro del polso, con stimolazione del nervo mediano e scariche elettrice lancinanti, che causano la contrazione delle dita. Impugnando le estremità della trave, i carnefici sollevano Gesù mettendolo prima seduto e poi in piedi. Quindi lo fanno camminare all’indietro e lo addossano al palo verticale. Una volta incastrato il braccio orizzontale della croce al palo verticale, le spalle di Gesù strisciano sul legno ruvido. Ed ecco che il condannato è inchiodato anche ai piedi: un grosso chiodo è conficcato davanti al malleolo o immediatamente dietro, con lesione del nervo peroneale. Il dolore è qualcosa di inimmaginabile.”

Resti lì, Gesù mio, appeso per circa tre ore, dalle 12 alle 15!

“Gesù Cristo, per poter respirare, deve passare attraverso un ciclico sollevamento dolorosissimo sulle caviglie trafitte dai chiodi e sui polsi per poter muovere il torace, per poi ricadere dolorosissimamente appeso ai polsi. L’agonia consiste proprio in questo: un saliscendi lungo il palo verticale. I carnefici possono prolungare o accorciare il supplizio a seconda delle esigenze e delle circostanze. Nel caso di Gesù bisogna fare abbastanza in fretta, perché tutto sia concluso prima del sabato.”

Questa è la tua indicibile agonia, Signore!

Una lenta asfissia!

Tanti sorelle e fratelli che in questi ultimi mesi hanno affrontato la morte per la polmonite da Coronavirus, hanno provato un po’ questo tormento!

Ma Gesù, Tu lì sulla Croce ci parli!

Ogni parola ti costa tantissimo!

Solo per prendere fiato,

devi puntellarti sulle caviglie trafitte!

Sollevarti facendo leva sui chiodi conficcati nei polsi!

Sono parole incredibili, sussurrate con un filo di voce!

La Voce di quel Verbo Eterno,

Parola Onnipotente che ha creato ogni cosa dal nulla,

è ora così flebile!

È la Voce che implora aiuto: “Ho sete!” (Gv 19, 28)

Vuoi compiere le Scritture e dire, o Signore, il Tuo bisogno,

il Tuo desiderio che tutti abbiano vita e salvezza!

Ma Ti viene data ancora crudeltà, aceto e fiele!

È una Voce che viene dal profondo del Tuo Cuore Divino-Umano,

che pur svuotato di sangue è colmo di Misericordia e Perdono!

“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34)

“In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23, 43)

È una Voce che grida il Tuo sentirti umanamente abbandonato da tutti:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27, 46)

Ma anche il Tuo filiale e totale abbandono al Padre:

“…Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito…” (Lc 23, 46)

“Gesù muore per una serie di cause. C’è la lenta asfissia determinata dall’iperdistensione del torace e dunque l’insufficienza respiratoria. C’è l’accumulo di sangue negli arti inferiori (a causa della posizione appesa) e quindi l’ipovolemia, perdita di volume del sangue, e lo shock ipovolemico, che conduce alla sincope con arresto cardiaco. Di qui lo scompenso cardio-respiratorio, di qui l’asistolia cardiaca: la quantità di sangue che giunge al cuore è talmente insufficiente da provocare un infarto miocardico.”

E San Matteo scrive:

“Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.” (Mt 20,50).

Nel Tuo caso l’infarto è stato doloroso!

Ti è scoppiato il cuore!

Ma dal Tuo Cuore hai consegnato la Vita!

“…ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco,

e subito ne uscì sangue e acqua…” (Gv 19, 34)

Nell’ultimo Tu respiro ci ha donato Lo Spirito!

“…E, chinato il capo, consegnò lo spirito…”. (Gv 19, 30)

Aiutami Signore Gesù, a vivere attingendo a questo con questo Amore Immenso, a portarlo sempre nella mente e nel cuore!

Vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore!

Vostro in G. M. G.

Don Stefano