…Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?»…                                                                                     Genesi 3, 9-11

…Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.                                                                            Matteo 1, 24

 

In un tempo come il nostro riprendere la rubrica GOCCE DI VANGELO con questo titolo e tema sembra molto più che una provocazione. Ma è proprio la Parola di Dio della prossima Domenica (III dopo Pentecoste nel Rito Ambrosiano) che ci invita a riflettere su questo tratto fondamentale della vita umana e perciò cristiana.

Capite bene che il tema della LIBERTÀ chiederebbe ben altro spazio per essere trattato; ma senza presunzione e sinteticamente mi pare indubitabile riconoscere che oggi ci troviamo all’apice di una prassi indotta da decenni di sempre più sfrenato consumismo, dove al desiderio di essere liberi di scegliere ciò che vogliamo (questa sarebbe la libertà!!?), viene continuamente proposto l’inganno di un pieno compimento: la produzione commerciale e la pubblicità hanno raggiunto livelli e modalità così capillari e martellanti da rendere consumabile ogni componente dell’esistenza umana.

Ecco il risultato: la stessa esistenza umana si sta consumando e così sta perdendo se stessa!

Allora ci rendiamo conto che la citazione di Genesi (che andrebbe sempre considerata nel contesto dell’intero racconto di Gen cap. 1-11) e quella del Vangelo di Matteo sono di estrema attualità e necessità.

La disobbedienza dell’uomo e l’obbedienza di Giuseppe: due azioni diverse con due risultati opposti!

La libertà umana viene stravolta, indebolita, disorientata dalla disobbedienza a Dio (disobbedire = peccare = usare male la propria libertà, con le conseguenze negative che ne derivano).

Ma Dio-Padre, che non abbandona i suoi figli soprattutto quando sbagliano, ci ha dato una nuova vita, una nuova libertà, quella che ricevuta con il dono del Battesimo si chiama la libertà dei figli di Dio. Solo il Signore ci abilita e invita sempre e nuovamente ad ascoltare e mettere in pratica le Sue Parole, poiché Egli solo conosce il nostro vero bene (questo è il vero significato di obbedienza ob-audire). Con la Pasqua, con la Redenzione del Suo Figlio Gesù Cristo abbiamo questa nuova libertà, animata e alimentata dalla forza dello Spirito Santo e possiamo vivere liberi perché obbedienti!

Il Signore vi benedica!

Don Stefano