«…Il Signore Gesù disse: “Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. […] Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto…”». (Matteo 21, 33-34).

Questo racconto in prima battuta descrive il rapporto tra Dio ed Israele – popolo della prima Alleanza -, tuttavia proprio lo stile parabolico ci permette di scorgere più profondamente nell’immagine della vigna e dell’uomo che la possiede il volto di Dio-Padre e il suo rapporto con l’umanità intera. Piantare una vigna nel proprio terreno, la cura nell’attrezzarla e difenderla dandola in affitto a dei contadini in vista dei frutti, non ci racconta banalmente la storia di un imprenditore agricolo, piuttosto vi rileggiamo realizzate le profezie di Geremia, Isaia, Michea, del Cantico dei Cantici e dei Salmi, dove è evidente come fin dalle origini Dio pensi al popolo dei suoi figli come ad una vigna rigogliosa, dove tutti possano godere i frutti dell’alleanza d’amore con Lui.

La parabola ci mostra la crudeltà umana – rappresentata nei contadini affidatari – che, resa cieca e sorda dall’inganno dell’egoismo per calcoli ed interessi personali, non solo non riconosce, ma addirittura rifiuta e osteggia il progetto d’amore di Dio. Ma Dio, il Padre, non si arrende, vuole portare a compimento il Suo progetto d’amore per ogni uomo! È ciò che Gesù viene a confermare con l’intera Sua esistenza donata e “torchiata” sulla Croce per riconquistare tutti, anche coloro che hanno abbandonato la vigna!

Aiutaci, Signore, a riscoprire ogni giorno questa Tua tenacia nell’amore, questa Tua ostinazione misericordiosa che ci risolleva e ci rende responsabili del dono di essere tuoi figli, custodi della Tua vigna che è l’umanità! Amen!

Il Signore vi benedica!

Don Stefano