SABATO DELLA III SETTIMANA DI PASQUA

02 Maggio 2020

Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa

Lettura del Vangelo secondo San Giovanni… cap. 6 versetti 30-35

In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

Carissimi sorelle e fratelli,

è il tempo della Vita Nuova!!!

La folla di gente chiede a Gesù un segno!

Tu che dici di essere il Figlio, l’inviato dal Padre?

Noi conosciamo bene la storia sacra, sappiamo cosa ha fatto Dio con Mosè: ci ha dato il pane dal cielo, ci ha dato la manna e questo autenticava che Mosè era inviato da Dio.

Tu che segno dai?

E Gesù appena il giorno precedente aveva dato il Pane!

Cosa c’è dietro tutto questo?

Ciò che è accaduto è segno di ciò che accade sempre!

Il significato è oltre il segno!

Perché nel segno passeggero – fatto una sola volta -della moltiplicazione dei Pani spezzati e condivisi, c’è l’anticipo di un significato che sarà permanente, il dono di tutta la vita del Signore Gesù: spezzata e condivisa!

Darà la Sua vita fin sulla Croce!

Il significato permanente è che, mediante la forza di questo Pane abbiamo la stessa vita del Figlio, e allora possiamo amarci con lo stesso amore col quale lui ci ha amati.

Quindi ciò che è capitato nel passato è segno di ciò che capita adesso, dove c’è più un segno ma la realtà!

Noi abbiamo la Realtà dell’Eucarestia, che chiede la fede e l’amore per essere vissuto!

Io non ho ancora visto moltiplicare i pani e se lo vedessi direi che è una stregoneria! A meno che ci siano delle prove contrarie inconfutabili che dimostrino che è Dio che lo faccia.

Dio in genere non dà segni; ci dà però l’intelligenza (intellectus fidei – dono dello Spirito Santo) per capire i segni.

Quel che ci manca spesso è proprio l’intelligenza per capirli e la volontà per vivere di conseguenza.

È questa intelligenza della fede che va chiesta!

Perché ciò che Dio ha già fatto nella storia è sufficiente per capire cosa sta facendo ora!

E Dio non ripete tanti segni, perché se ne facesse tanti saremmo lì come i polli che rincorrono la massaia per il becchime! Vorremmo segni a non finire!

Invece ci dice: I segni ve li ho già dati, guardate il significato!” “Perché ciò che vi voglio dare non è un panino in più, vi voglio dare la mia stessa vita di Figlio, in modo che viviate liberamente e responsabilmente da figli e da fratelli e gestiate il mondo da figli di Dio”

Capite che qui è il centro del mistero del cristianesimo che è l’Eucaristia!

Dove in un piccolo “segno” riceviamo la realtà il Corpo di Cristo dato per noi!

Si vive di realtà!

Siamo chiamati a vivere di questo, a vivere del Corpo del Figlio donato!

Allora questi dicono: Sì, la manna c’era, ma tu cosa fai?

Vorrebbero di nuovo la manna: “l’hai fatto ieri, fallo ancora!”

Invece basta segni!

C’è un altro Pane ed è l’intelligenza del segno.

Questo Pane scende dal cielo e dà la vita al mondo!

Questo Pane è il Suo Corpo che dà la vita eterna e ci fa vivere da figli!

Come alla samaritana Gesù ha fatto venire il desiderio di quell’acqua che dà la vita eterna, così a questi a Cafàrnao ha fatto venire il desiderio: “Dacci sempre questo Pane!”

“Signore dacci sempre questo pane!”

Anche se ancora imperfetta questa richiesta – senza rendersi ben conto di cosa chiedano – però attiva un desiderio.

Si capirà solo poi Chi è questo Pane! Non che cos’è questo pane.

Alla samaritana disse: Io-Sono e qui dice: Io-Sono il pane della vita!

Gesù ripete: Io-Sono e in Giovanni è frequente la formula “Io-Sono”.

Richiama il Nome col quale Dio si rivelò a Mosè nell’Esodo.

Qui però c’è una qualifica, un attributo, dice: Io-Sono il Pane, Io-Sono l’acqua.

Cosa vuol dire?

È una metafora in cui si applica al Signore tutto ciò che possiamo dire del pane.

Cos’è il pane?

Il pane dà la vita!

Ma semmai è il pane che è metafora: la realtà è il Signore!

Perché il Signore è la Vita!

Come il pane è simbolo, la realtà è la vita.

Il pane è simbolo della vita, questa vita però ha varie componenti.

Come il pane ha varie componenti:

è dono della terra e del cielo, perché se non piove e non c’è la terra, non c’è pane.

Ma anche è frutto del lavoro e della fatica dell’uomo: nel pane ci sono le sue relazioni, nel pane c’è la fatica e la gioia.

Il pane, poi, è molto umile, è necessario, è disponibile, appetibile.

Tutto ciò che possiamo attribuire al pane, lo possiamo attribuire a Io-Sono, cioè a Dio.

Buono come il pane!

E il pane ha significato non se lo guardi!

Il pane ha significato se lo mangi e mangiare vuol dire che vivi di quell’energia che ti comunica!

Quindi effettivamente Dio si dà da mangiare, lo si mette dentro e diventa nostra vita come il pane. Dio così ci vuole comunicare la sua vita!

Qual è la vita?

È la vita del Figlio, è Lui il Pane!

Accoglie tutta la Sua esistenza come segno d’Amore del Padre,

vive nella gioia di questo amore e quindi sa amare i fratelli con piena libertà.

È questa la vita che Gesù ci vuol portare sulla terra!

Ed è questa la volontà del Padre – vien fuori di continuo la volontà – salvare ogni Figlio e ogni uomo è salvato semplicemente se si sa amato e sa amare.

Senza questo Pane l’uomo non vive e paradossalmente, incredibilmente utilizza tutto il creato per auto-distruggersi!

Vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore!

Vostro in G. M. G. Don Stefano