…Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. […] Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.                                 Giovanni 19, 30; 33-35

Penso che ognuno, almeno una volta nella vita, spera di poter pronunciare parole come quelle di Gesù: «È compiuto!». Tutti desiderano conseguire qualche sogno o progetto personale, vedere compiersi l’ideale inseguito lungo tutta la vita.

Forse anche Neil Armstrong mettendo piede sulla Luna 50 anni fa avrà pensato o pronunciato parole simili.

Ma ciò cui si riferisce Gesù va ben oltre la realizzazione anche del più importante progetto o ideale mai concepito da una mente o da un cuore umano, anche se la circostanza sembra tutt’altro che desiderabile: la tremenda Passione e Morte sulla Croce!

Il Vangelo di questa Domenica ci porta a riscoprire il compiersi del desiderio di Dio, del Suo progetto di salvezza e liberazione per tutti i suoi figli!

Questo è il Tesoro insondabile, la fonte inesauribile della vera gioia, che abbiamo ricevuto quando siamo stati «liberati con il sangue prezioso di Cristo», l’Agnello di Dio, il Figlio unigenito del Padre, che ci amati fino a questo punto…

Ma ci pensi caro fratello, cara sorella?

L’abitudine a dire di credere, a pensare di «sapere» già tutto questo, ci ha inaridito l’anima, ci ha privato della vera fede: abbiamo perso lo stupore di fronte ad un Dono immenso come questo! È come se ciò non fosse stato sufficiente…

In questi giorni in cui si celebra in tutto il mondo il cinquantesimo dello sbarco dell’uomo sulla Luna, per il quale tutti giustamente si meravigliano ripercorrendo le tappe e l’eco di questo evento storico, noi cristiani dovremmo tornare a domandarci e dire: “Ma chi ti ha spinto, Signore, a un tale eccesso d’Amore verso minuscole creature d’un giorno, brulicanti come formiche su questo sperduto, opaco pianeta tra miriadi di galassie scintillanti?

E per di più creature ingrate, indifferenti e ribelli! Ma proprio per questo ci hai amati fino alla morte e alla morte di Croce, perché tutti potessimo conoscerti, dal più piccolo al più grande, perché tutti potessimo sperimentare Chi sei realmente: un Dio che è bontà infinita, capace di amarci fino a dare la Vita per scontare tutte le nostre iniquità, gettandole nell’oceano d’Amore profondo del tuo Sangue. Ci hai lavato in questo Sangue purissimo, che inesauribile, sgorga dal tuo Cuore sempre aperto su tutti gli altari del mondo, per la nuova ed eterna Alleanza!”

Che cosa ancora doveva fare per noi, per me, che non abbia fatto?

Tutto è veramente compiuto da parte di Dio! Dobbiamo solo accogliere il Suo Dono e anche noi saremo compiuti!

Il Signore vi benedica!

Don Stefano