In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”? Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo.                                  Matteo 22, 41-46

La domanda improvvisa sull’identità del Cristo (termine che significa consacrato del Signore [in ebraico Messiàh]) posta dal Signore Gesù ai farisei che lo circondavano, non permette una risposta preconfezionata, seppure parzialmente corretta, come quella che prontamente i suoi interlocutori offrono.

Neppure è sufficiente una profonda conoscenza della Rivelazione Biblica – dove si racconta sia la vocazione che la consacrazione di Davide e della sua discendenza –; quanto piuttosto è necessaria quell’onesta e semplice apertura di cuore che Gesù, poco prima (nel cap. 11 di Matteo) rileva nei piccoli piuttosto che nei dotti: l’unica che permette di accedere al mistero!

In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.                                       Matteo 11, 25-27

Chiunque voglia sinceramente sapere chi è Gesù Cristo, ancor prima di conoscere e aver studiato i testi biblici deve dunque avere un cuore aperto e disponibile riconoscendo con piena fiducia che il Signore lo ama!

Lo ricorda anche San Bonaventura – vescovo, teologo e successore di San Francesco d’Assisi alla guida dei suoi frati – nel suo “Breviloquio”:

“[…] Questa è la conoscenza di Gesù Cristo, da cui hanno origine, come da una fonte, la sicurezza e l’intelligenza della verità, contenuta in tutta la Sacra Scrittura. Perciò è impossibile che uno possa addentrarsi e conoscerla, se prima non abbia la fede che è lucerna, porta e fondamento di tutta la Sacra Scrittura. […] per raggiungere questa meta sotto la retta guida della Scrittura, bisogna incominciare dal principio. Ossia accostarsi con fede semplice al Padre della luce e pregare con cuore umile, perché egli, per mezzo del Figlio e nello Spirito Santo, ci conceda la vera conoscenza di Gesù Cristo e, con la conoscenza, anche l’amore. “

Sebbene grazie a queste parole, forse, potrai avere maggiori indicazioni sul modo di conoscere e amare Gesù Cristo, ti sarai sicuramente chiesto perché mai un titolo come questo:

…DI CHI SIAMO FIGLI?

Per la verità le motivazioni coincidono perfettamente …e non è una mia idea: solo chi cerca Cristo trova se stesso!

Provare per credere! …Ma per provare hai bisogno di credere!

Chiedi umilmente il dono della fede per mezzo della preghiera alla Santissima Vergine e Madre Maria – che fra pochi giorni celebreremo nella Solennità dell’Assunta  (patrona della nostra Abbazia).

Fidati di Dio come ha fatto Lei e il Signore si farà conoscere svelandoti il meraviglioso dono che è la Vita in Lui!

Il Signore vi benedica!

Don Stefano